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Nel 1452 costui scambiò con quelle di Paola e Fuscaldo le terre di Briatico, Mesiano, Motta Filocastro, Calimera e Joppolo, le quali tornarono, dunque, al regio demanio. Nel 1480 il re Ferrante vendette per 20.000 ducati a Leonardo di Tocco la contea di Sino poli e la baronia di Briatico, che, oltre alla stessa Briatico, comprendeva Mesiano, Motta Filocastro, Ioppolo, Coccorino, San Calogero e Calimera. Nel 1494, però, l'intera baronia di Briatico torna al regio demanio. Nel 1495 Re Ferrandino fece dono al milanese Gian Giacomo Trivulzio della contea di Sinopoli, della baronia di Briatico, di Francica e di Rocca Angitola. Essendosi, però, il Trivulzio schierato dalla parte francese, il Re vendette le sue terre a Troiano de Bottunis. Evidentemente le terre tornano nuovamente al regio demanio, perché nel 1496 il Re investì della signoria di Briatico, San Calogero e Calimera il catalano Francesco de Castro Bisbal. Nel 1502, essendo barone costui, ebbe luogo in Calimera uno scontro tra Angioini ed Aragonesi, di cui parla Francesco Guicciardini nella sua "Storia d'Italia". Nel 1535, essendo barone il figlio di Francesco, Ferrante, passò da San Pietro di Mileto l'imperatore Carlo V, reduce dall'impresa di Tunisi. Otto anni dopo, dallo stesso imperatore, Ferrante ottenne il titolo di Conte di Briatico. A Ferrante successe il figlio Francesco, che viveva a corte ed era un compositore di musica- alla sua morte, avvenuta nel 1561, egli lasciò molti debiti. li figlio Ferrante dovette, pertanto, vendere le terre di San Calogero e Calimera a Giovan Battista Suriano di Monteleone per 20.250 ducati. A Giovan Battista Suriano succedette prima il figlio Giulìo Cesare e quindi la figlia Laura, che aveva sposato Giovan Carlo Barone di Tropea. Costei vendette la terra di San Calogero a Marcantonio Lentini di Borrello. Da questo momento, se si eccettua un breve e confuso periodo durante il quale saranno riunificate sotto Lorenzo Grillo, Barone di Calimera, le vicende feudali di San Calogero e Calimera seguiranno strade diverse. La baronia di San Calogero da Marcantonio Lentini, passò al fratello Francesco;da costui, alla figlia Caterina, che aveva sposato Fabrizio Marincola di Catanzaro. Alla morte di Caterina Lentini la baronía di San Calogero passò al figlio Berardino Marincola, il quale nel 1649 la vendette a Marcantonio Riganati di Oppido per la somma di 16.000 ducati. Francesco Riganati, fratello di Marcantonio e suo successore,nel 1649 vendette, però, la terra di San Calogero al barone di Calimera, Lorenzo Grillo di Oppido, ma abitante a Melicuccà Priorato, per la somma di 12.000 ducati. Poco dopo, però, lo stesso Lorenzo Grillo revocò la compra di Calimera, chiedendo che fosse dichiarata "nulla, et invalida". Tornata la terra di San Calogero in possesso di Berardino Marincola nel 1657, fu da lui venduta, questa volta definitivamente, ad Antonino Maiuli di Candidoni, ma abitante a Monteleone. Ad Antonino Maiuli succedettero il figlio primogenito Domenico, quindi il figlio secondogenito Giuseppe, ed infine, alla morte di costui, avvenuta a Trani nel 1708, la nipote Chiara Maria Maiuli. Nel 1735 costei vendette la baronia di San Calogero a Francesco Nomicisio Mottola di Tropea; deceduto costui nel 1741, gli succedette la figlia Caterina, che aveva sposato il cugino Gioacchino Mottola. |
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