Eccezionale evento in contrada «Catarinella», periferia est del paese, dove, dalla covata di nove uova, è nato un pulcino “polimelico”, ovvero con più arti, quattro per l’esattezza.
Per Concetta ed Antonella, le gemelle quindicenni di Carmelo Talladira e Francesca Ranieli, proprietari del pollaio, lo strano pulcino sarebbe diventato un autentico spasso. Una sorta di giocattolo vivente da allevare e custodire gelosamente, trattandosi di un “pezzo” pregiato, esclusivo da mostrare con un pizzico di orgoglio ai curiosi e con cui magari trascorrere le ore di svago. Il destino, però, con lui è stato particolarmente impietoso, negandogli una normale esistenza e persino qualche mese di vita in più. Il tempo necessario perché assumesse tutte le fattezze di un simpaticissimo e specialissimo galletto a quattro zampe. Una meraviglia o, se si preferisce, un’autentica bizzarria di madre natura, che ha lasciato senza parole tutti i componenti della famiglia Talladira.
«C’è voluto un bel po’ di tempo– raccontano Concetta ed Antonella– perché ci rendessimo conto che uno dei nove pulcini era diverso dagli altri. Aveva quattro zampe, due delle quali, meno sviluppate delle altre, attaccate al petto, quasi all’altezza delle ali. E’ vissuto, purtroppo, solo quattro giorni durante i quali non gli è mancato nulla: lo abbiamo coccolato come un bambino e poiché lui a mangiare non ci pensava neanche lo abbiamo imbeccato con cura sperando che crescesse in fretta. Nei movimenti era un po’ goffo, camminava barcollando e spesso cadeva all’indietro, sulla schiena. Forse questo gli procurava disagio e lo rendeva litigioso e molto aggressivo nei riguardi del resto della chiocciata».
«Ci eravamo comunque affezionati moltissimo a questo originale pulcino– concludono le due ragazze- tanto che, non trovando il coraggio di disfarcene, abbiamo deciso assieme a zia Maria Teresa, la sorella maggiore di papà, di conservarlo nel congelatore di casa».
Ma ancora per poco. Trattandosi di un evento rarissimo (comunque l’unico, a quanto è dato di sapere, verificatosi fino ad oggi nell’area di competenza dell’Asl di Vibo Valentia) e, quindi, di particolare interesse scientifico, il caso sarà oggetto di studio da parte del Dipartimento di Veterinaria dell’Asl vibonese che nei prossimi giorni si prenderà cura del pulcino.
Intanto sulle possibili cause che hanno generato il simpatico “mostriciattolo” abbiamo raccolto il parere del direttore del servizio veterinario dell’Asl n. 8 di Vibo Valentia, dott. Saverio Paglianiti, il quale, nel premettere che analoghi casi sono frequenti tra i mammiferi, ha detto che le malformazioni riscontrate sull’animale potrebbero essere state determinate dalla concomitanza di diversi fattori endogeni, ereditarietà o alterazioni cromosomiche, ed esogeni quali ad esempio malattie infettive, carenze alimentari e principalmente vitaminiche, radiazioni, disfunzioni ormonali, assunzione di antibiotici, traumi, fattori tossici, fisici o chimici che possono aver agito sulla madre, modificandone le normali funzioni dell'organismo e influenzato, così, il normale sviluppo dell’embrione.
Il sanitario non ha escluso, tuttavia, che nel caso specifico l’anomalia possa essere stata determinata dal contemporaneo sviluppo di due embrioni e dall’assorbimento del meno debole da parte di quello prevalente.