Breve seduta del Consiglio comunale che, oltre a rendicontare sulla gestione finanziaria dell’anno Duemila, ha approvato il nuovo regolamento per l’erogazione di sovvenzioni e contributi e preso in esame, senza però assu-mere alcuna determinazione, il problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Sul primo argomento, approvato col voto unanime dei nove consiglieri presenti, non si sono registrati interventi di rilievo a parte quelli del sindaco Giovan Battista Baldo e del direttore generale Enzo Calzone che si sono sof-fermati ad illustrare le risultanze contabili dell’anno Duemila, mettendo in evidenza come l’avanzo di amministrazione di 50 milioni di lire, su un bu-dget in entrata e in uscita di circa sei miliardi, sia stato ottenuto a fronte di grosse rinunce e mediante l’oculata gestione delle esigue risorse comunali.
Non meno importante si è rivelata la discussione nata attorno alla delicata questione riguardante la concessione di sovvenzioni e contributi a persone fisiche e soggetti che perseguono o meno finalità di lucro.
Per disciplinare la materia e porre così fine alle libere interpretazioni, cau-sa spesso di conflitti tra i cittadini interessati e l’amministrazione, il Consi-glio ha adottato un nuovo regolamento che individua negli indigenti o nelle persone che versino in particolari situazioni di disagio sociale, negli enti pubblici, nelle associazioni e nelle fondazioni dotate di personalità giuridica nonché nelle imprese commerciali ed artigiane operanti nel territorio e che abbiano in programma il rinnovo o l’acquisto di attrezzature e la ristruttura-zione dei locali adibiti all’attività, le categorie dei soggetti ammessi a gode-re di benefici in danaro, in beni o servizi. Analoghe provvidenze sono estese anche alle iniziative imprenditoriali giovanili e femminili.
L’attenzione si è quindi spostata sullo spinoso problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani con levata di scudi generale con-tro la proposta di una società a capitale misto (di cui peraltro il Comune di S. Calogero è azionista), che per il disimpegno del servizio ha chiesto un compenso annuo di ben 465 milioni al netto dell’Iva. Una richiesta che ha lasciato attoniti soprattutto il vicesindaco Vallone e l’assessore al Bilancio Paglianiti i quali, intervenendo nel dibattito, conclusosi con il rinvio ad altra data della discussione, nel sollecitare un’attenta verifica del ruolo della tassa Rsu, anche al fine di scovare eventuali evasori, hanno anticipato il loro netto dissenso all’approvazione della proposta in parola che, in termini pratici, si tradurrebbe in un aggravio della spesa corrente del 150 per cento e, conse-guentemente, in un ulteriore aumento della pressione fiscale che mal si con-cilierebbe con le attese della cittadinanza.